In un ambiente raccolto ma grazioso nella sua semplicità, ho trovato simpatica la possbilità di abbinare il formato di pasta fatta in casa preferito ai condimenti disponibili. Io ho provato una salsa con radicchio, gorgonzola e noci squisita. Devo solo ricordarmi di chiedere di lasciarmi la pasta un po' più al dente. I dolci sono molto fantasiosi, buona la crema di zabaione con frutti di bosco, ma potrebbero inserire qualche torta.
Già veterano del pigneto, ne avevo perso le tracce da quando aveva deciso di cambiare il nome in Tavolo 27 e di trasferirsi qualche isolato più in là.
Colpisce l'interno molto piccolo... ma dal cibo buono.
Una delle cose fondamentali è rimasta lì dov'era: la burrata, sempre presente sul menù. Rassicurante!
La novità, abbastanza geniale e già in fase embrionale anni prima, è nel primo piatto. Diversi formati di pasta (rigorosamente fatta in casa e nel nostro caso sul momento) possono combinarsi con diversi condimenti.
E' come un gioco. La mia accoppiata l'ho davvero apprezzata. Ho scelto le pappardelle abbinate a ragù bianco grazie alla suggestion del cameriere.
(Anche lui piacevole carrambata, ritrovato qui per caso dopo averlo lasciato a servire altri tavoli, in un altro luogo che frequentavo spesso.)
Rassicurante anche questo. Eh sì, perché l'ho trovato impeccabile come sempre.
Unico neo i dolci. Non amo le mousse, ma nel menù c'erano solo loro e non mi sono potuta togliere il capriccio di un dolce fatto come si deve, di quelli da forno, lievitati, spugnosi, farciti. Unico magro (ma neanche troppo) premio di consolazione: la crostata.
Qualcosa negli interni si potrebbe ancora curare, però tanto di cappello al tavolo apparecchiato con la buona, vecchia tovaglia bianca che mi fa tanto pulizia e igiene. Altro che tovagliette di carta bisunte.
I piatti potrebbero essere leggermente più abbondanti, ma tutto sommato resta un'esperienza che consiglio soprattutto se siete in vena di cene intime tra amici o in coppia.
Colpisce l'interno molto piccolo... ma dal cibo buono.
Una delle cose fondamentali è rimasta lì dov'era: la burrata, sempre presente sul menù. Rassicurante!
La novità, abbastanza geniale e già in fase embrionale anni prima, è nel primo piatto. Diversi formati di pasta (rigorosamente fatta in casa e nel nostro caso sul momento) possono combinarsi con diversi condimenti.
E' come un gioco. La mia accoppiata l'ho davvero apprezzata. Ho scelto le pappardelle abbinate a ragù bianco grazie alla suggestion del cameriere.
(Anche lui piacevole carrambata, ritrovato qui per caso dopo averlo lasciato a servire altri tavoli, in un altro luogo che frequentavo spesso.)
Rassicurante anche questo. Eh sì, perché l'ho trovato impeccabile come sempre.
Unico neo i dolci. Non amo le mousse, ma nel menù c'erano solo loro e non mi sono potuta togliere il capriccio di un dolce fatto come si deve, di quelli da forno, lievitati, spugnosi, farciti. Unico magro (ma neanche troppo) premio di consolazione: la crostata.
Qualcosa negli interni si potrebbe ancora curare, però tanto di cappello al tavolo apparecchiato con la buona, vecchia tovaglia bianca che mi fa tanto pulizia e igiene. Altro che tovagliette di carta bisunte.
I piatti potrebbero essere leggermente più abbondanti, ma tutto sommato resta un'esperienza che consiglio soprattutto se siete in vena di cene intime tra amici o in coppia.